La lunga storia di un grande "FRIEND": l'insetto foglia

Come promesso, in questo nuovo post (ma i post a lui dedicati non saranno pochi) inizierò a raccontarvi di questo speciale amico tra i "friends" coprotagonisti del nostro blog: l'insetto foglia.
Insetto Foglia
(femmina adulta)

Ma cominciamo il nostro racconto con calma e, soprattutto, dall'inizio!

Infatti, proprio all'inizio del nuovo anno scolastico 2017/18 (siamo ormai in terza!) un alunno della sezione C porta a scuola due esmplari di questo sorprendente animale per mostrarli orgogliosamente ai compagni.
21 settembre 2017

Sinceratami con il papà dell'alunno riguardo alla assoluta assenza di qualsivoglia pericolosità per i bambini, si passa alle cerimonie di presentazione.




Il sia pur veloce passaggio in alcune delle altri classi dell'istituto suscita ovunque stupore e meraviglia per le incredibili capacità mimetiche delle due straordinarie creaturine.

La storia sembrerebbe, quindi, conclusa nell'arco di una mattinata di scuola come molte delle fugaci ma sempre entusuasmanti storie dei numerosi FRIENDS (*Bella idea per un prossimo post!) che, seppur fornendoci impreviste graditissime occasioni di osservazione da cui trarre interessanti spunti di riflessione e idee per eventuali approfondimenti, hanno breve durata.

Putroppo, la storia ha un triste epilogo: il bambino, dopo qualche tempo, ci riporta la notizia che i suoi due delicati amici tropicali non sono riusciti a superare l'inverno.

Se racconto della prima occasionale conoscenza con quei piccoli esseri sorprendenti e della tragica conclusione della loro esistenza, è solo per spiegare il mio enorme senso di smarrimento al pensiero della mia indiscutibile inadeguatezza e, ancor di più, al pensiero della grande responsabilità di cui venivo investita quando, ad aprile, i genitori del bambino portano a scuola (con tanto di teca realizzata dal papà) una nuova coppia di insetti foglia per permetterne l'esperienza di allevamento alla scolaresca!

Dopo il breve momento di shock - vedi sopra - che, mio malgrado, temo di non essere riuscita a dissimulare del tutto, la gioia per l'inaspettata sorpresa e lo smisurato entusiasmo, misto alla gratitudine, per la possibilità di offrire ai bambini un'esperienza davvero unica, hanno prevalso!
Così, l'adozione di questi esotici piccoli ha inizio!
6 aprile 2018


Il prolisso preambolo introduttivo ha lo scopo di farvi comprendere ("capire" ma, soprattutto, "giustificare") il mio atteggiamento nei confronti di questi piccoli insetti tanto lontani dal proprio habitat: un sentimento costante di tutela, attenzione e protezione ancora maggiori di quelli avuti durante le precedenti esperienze di allevamento e un altrettanto costante stato d'ansia di poter esporre i bambini al dispiacere di una perdita in caso, ahimè, di insuccesso a causa della mia ignoranza e della mia incompetenza in materia!

La prima cosa da fare, allora, è studiare!
Ricercare quante più informazioni possibili sperando che non siano contraddittorie (come spesso accade surfando il web) o troppo difficili da attuare.

Quanto all'alimentazione, l'allevamento dei "cugini" insetti stecco ci ha già resi piuttosto competenti su tutto ciò che c'è da sapere sul rovo.
Per il resto, apparentemente, dovrebbe bastare mantenere un maggiore grado di umidità (non meno di 80%) e una più elevata temperatura (23°-25°) costanti e, ovviamente, la possibilità di frequenti esposizioni al sole.
Siamo in primavera inoltrata: le condizioni sono favorevoli!

Nei primi giorni di ricerca e di studio, le due "foglioline" sono state tenute a casa in osservazione, per cercare di imparare a conoscerne caratteristiche e comportamenti e per tenerne sotto controllo lo stato di salute.
Ecco le immagini delle due, piccole come la falange di un dito, il cui criptismo (vere foglie tra le foglie) non può non lasciare meravigliati!
Il mio riferirmi ad entrambi gli individui con un plurale femminile è dovuto al fatto che, allora, abituata allo spiccato dimorfismo sessuale degli insetti stecco, non riuscivo a cogliere le differenze, già visibili ma non evidentissime tra le due..."sorelline" (ma, di questo, parleremo in un futuro post)! 





Immaginando la folta vegetazione di un clima caldo umido tropicale ho cercato di mantenere il fogliame sempre piuttosto folto (in modo da permettere alle piccole anche un maggiore senso di protezione) e ho utilizzato acqua oligominerale a basso contenuto di calcio da nebulizzare sulle foglie, dato che la nostra acqua ha un grado di durezza elevatissimo.

Su uno dei vari siti consultati, scopro che, soprattutto nelle prime fasi di crescita, questi insetti tendono ad accusare forte stress se maneggiati per cui, almeno inizialmente, limito a zero qualunque contatto fisico da parte di chicchessia (me inclusa) con gli incredibili prodigi dell'evoluzione che sono questi piccoli nuovi amici.

Leggo anche (ahia!) che l'allevamento degli insetti foglia verde presenta un livello di difficoltà medio: da sconsigliare, quindi, ai neofiti...(aiuto!!)

Incrociamo le dita!!

E rivediamoci al prossimo post!!

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