Piccole neanidi crescono... (... e arrivano a scuola)
In un post precedente "Piccole neanidi crescono… (… e iniziano già a comportarsi come mamma e papà)", abbiamo presentato e descritto il comportamento o, meglio, alcuni comportamenti tipici delle neanidi durante i prolungati momenti di attività dopo il periodo della "furia", caratteristico della schiusa appena avvenuta.
In questo post "Piccole neanidi crescono… (… e arrivano a scuola)" parleremo più diffusamente della teca utilizzata per accogliere le giovani neanidi e trasportarle a scuola.
Nei primissimi giorni successivi alla schiusa, si sono rivelati molto pratici i contenitori alimentari a sviluppo verticale in plastica: leggeri e facili da pulire.
Il barattolino con l'acqua e i germogli di rovo può essere fissato al fondo del contenitore con del nastro adesivo, per evitare che movimenti accidentali comportino pericoli di schiacciamento delle delicatissime neanidi.
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Contenitore visto dall'alto |
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Neanide "salvata" da morte per annegamento grazie alla presenza della carta all'imboccatura del barattolo |
La superficie di plastica del contenitore di per sé non crea problemi alle neanidi che, esattamente come gli individui adulti, hanno le estremità delle zampe fornite di una piccola ventosa chiamata arolium, che permette loro di aderire a superfici anche particolarmente lisce:
Un pezzo di tulle, bloccato da uno o due elastici ("la prudenza non è mai troppa"... come dimostrano gli insetti stecco da milioni di anni), lascia la parte superiore completamente aperta permettendo una facile aerazione e la possibilità di frequenti nebulizzazioni: mi è, infatti, sembrato che le neanidi gradiscano e apprezzino moltissimo poter sorbire acqua, cosa che da adulti tendono a non fare.
Importantissimo è che le nebulizzazioni siano effettuate da molto lontano, senza mai colpire direttamente l'insetto con una quantità d'acqua troppo abbondante.
Nel prossimo video alcune neanidi "bevono" dalle foglie appena irrorate (quando mangiano, la posizione dell'apparato boccale rispetto alla foglia è diversa):
Nel video successivo la neanide sorseggia l'acqua appena nebulizzata sul substrato di carta assorbente (con successiva passeggiata esplorativa esemplificativa
di criptismo omocinetico da manuale):
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Neanide con goccia d'acqua sui palpi labiali |
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Neanide con goccia d'acqua sui palpi labiali (ingrandimenti) |
Importantissimo è che le nebulizzazioni siano effettuate da molto lontano, senza mai colpire direttamente l'insetto con una quantità d'acqua troppo abbondante.
Il contenitore in plastica tende anche a conservare un grado abbastanza elevato di umidità, come in natura succede all'interno dei roveti e con il substrato di vegetazione alla base.
Le neanidi tendono a posizionarsi di preferenza nella zona più ventilata ed asciutta (sotto la superficie inferiore del tulle): proprio come in natura stazionano aggrappandosi alle pagine inferiori delle foglie di rovo o lungo i suoi fusti aerei.
Le neanidi tendono a posizionarsi di preferenza nella zona più ventilata ed asciutta (sotto la superficie inferiore del tulle): proprio come in natura stazionano aggrappandosi alle pagine inferiori delle foglie di rovo o lungo i suoi fusti aerei.
Avrete sicuramente notato lo sfondo "scolastico" delle due foto precedenti...
I contenitori, infatti, come già accennato nell'introduzione del post, si sono rivelati molto pratici soprattutto durante i "traslochi": il trasferimento delle piccole neanidi da casa, dove la schiusa avveniva (per la possibilità di maggiore controllo e monitoraggio), a scuola.
Durante il trasporto, ovviamente, il barattolino all'interno del contenitore deve essere rimosso, lasciando solo qualche germoglio irrorato per dar modo alle neanidi di sentirsi meno esposte.
L'arrivo delle "nuove" piccole costituisce un momento molto gradito ai bambini che le accolgono sempre con grande coinvolgimento e tenera attenzione.
Hanno modo di guardarle da vicino, di studiarne il comportamento e le capacità mimetiche, di confrontare le differenze di colore o di dimensioni anche rispetto ai vari esemplari già presenti nella teca, sviluppando o migliorando la capacità di osservazione.
In generale, nel corso di questa esperienza i bambini hanno imparato che anche il più ovvio dei commenti o la più stramba delle domande possono rivelarsi interessanti spunti di riflessione.
Spesso le domande non hanno avuto risposte adeguate nell'immediato, ma il bello di questa avventura è stato proprio il provarci, insieme e senza conoscere già a priori la fine della storia condividendo stupori e delusioni lungo il cammino, avanzando ipotesi a partire dalla situazione empirica e provandone a dare spiegazione successivamente o cercandone conferma nelle informazioni trovate sul web, secondo una didattica più flipped.
Inoltre, il grande coinvolgimento emozionale vissuto dai bambini ha favorito l'acquisizione e lo sviluppo di una coscienza ecologica in una modalità che definirei "automatica".
Tornando ai momenti di "contatto con l'insetto", una cosa che non smetterà mai di stupirmi è la naturalezza innata con cui alcuni imparano da subito a maneggiarli.
Per altri, le cose, almeno inizialmente, possono essere meno immediate ma provare a vincere eventuali ritrosie è importante e può aiutare ad aumentare fiducia in se stessi e autostima.
Dopo questi momenti di preziose opportunità formative ed educative per gli alunni, le nuove arrivate - le piccole neanidi - condivideranno pacificamente con le altre neanidi più grandi la teca allocata nel tranquillo laboratorio di scienze della nostra scuola.
Gli insetti stecco adulti sono stati spostati in un'altra teca molto più ampia, sempre ubicata nel laboratorio, non per incompatibilità della convivenza tra individui di età diverse, ma per una più sicura tutela delle neanidi più giovani in una teca troppo grande e dispersiva.
Prima di lasciarci, voglio ricordarvi che, indipendentemente dai materiali in cui la teca è realizzata (plastica, cartone, legno, rete, tulle, vetro, …), oltre a che siano garantite le condizioni di ventilazione, il giusto grado di umidità e l'igiene, ciò che è davvero importantissimo è che la teca abbia uno sviluppo verticale, in particolar modo quando trattiamo individui adulti, per potervi inserire rami di rovo sufficientemente lunghi e folti.
Il fatto che di giorno i nostri amici "poltriscano" immobili non deve farci dimenticare che nottetempo (la parte del giorno in cui sono particolarmente attivi) hanno bisogno di potersi ... sgranchire a dovere!
Ma le dimensioni ridotte degli individui non ancora adulti o ridottissime delle minuscole neanidi, non devono farci sottovalutare l'esigenza non meno importante di dover dare loro la possibilità di effettuare in condizioni ottimali le numerose e delicatissime mute che li porteranno alle notevoli dimensioni che gli insetti stecco raggiungono da adulti.
Non rimane che salutarci.
Al prossimo post!
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